Wilhelm Staudacher, Angelika Klein e Markus Goller: Il cristianesimo e il dialogo culturale

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Angelika Klein: “L’Europa deve respirare con ambedue i lobi dei polmoni “: il dialogo tra le chiese dell’Est e dell’Ovest

Quando il Papa Giovanni Paolo II usò per la prima volta la calzante – e spesso ripetuta – metafora dei due lobi polmonari, di cui l’Europa avrebbe bisogno per respirare, l’Est e l’Ovest erano ancora separati da una profonda faglia; il continente era  diviso da una cortina di ferro.

Quest’anno commemoriamo i settanta anni trascorsi dallo scoppio della guerra che fu responsabile di tale divisione. E ora festeggiamo i due decenni che sono passati dalla caduta del Muro con cui la divisione ebbe di nuovo fine.

Nel frattempo ciò che per Konrad Adenauer, Robert Schumann e Alcide De Gasperi era ancora un sogno, è diventato realtà. E quella faglia, che era anche di natura religiosa, è stata in gran parte eliminata. Dopo l’adesione della Romania e della Bulgaria, fanno parte dell’Unione Europea circa 40 milioni di cristiani ortodossi, conferendo una nuova impronta alla faccia dell’Europa insieme alla Grecia e a Cipro, senza dimenticare la continua crescita delle comunità della diaspora ortodossa. Ma non è soltanto a causa dell’allargamento dell’Unione Europea verso est che è diventato insostenibile il detto “l’Europa finisce dove inizia l’ortodossia”…

Markus Goller: Mediterraneo – “Mare Nostrum”. Un polo strategico imprescindibile per l’Europa

Tutti gli anni in settembre l’aria intorno alla località di San Vito Lo Capo si impregna dell’odore del cous cous nelle sue molteplici varianti. È il periodo della “Festa del Cous cous”, alla quale ogni paese del Mediterraneo invia nella parte nord-occidentale della Sicilia un’equipe di cuochi e buongustai, che deve preparare una variante, corrispondente alla cucina nazionale, di questo piatto nordafricano. Il vincitore è scelto da una giuria di buongustai e semplici cittadini di diversi paesi. Fanno da cornice al concorso eventi culturali – quali presentazioni di libri e concerti in cui gli artisti provenienti dallo spazio mediterraneo presentano le proprie opere – e una fiera in cui artigiani e operatori turistici cercano di attirare clienti. La Festa del Cous cous è un festival del dialogo interculturale da cui emergono in vario modo i caratteri culturali comuni dello spazio mediterraneo.

Si tratta forse di una visione idealistica, romantica? Lo spazio mediterraneo è uno spazio culturale unitario o si tratta di una concezione irrealizzabile? Spesso la realtà ci mostra un’immagine diversa: il Mediterraneo è percepito come un confine tra il nord cristiano e il sud musulmano. I contrasti politici, economici e sociali sono notevoli. A un gruppo di democrazie ricche e sviluppate del nord fanno riscontro a sud sistemi per lo più poveri, sottosviluppati e non democratici. Valgano alcune cifre per illustrare le differenze relative alla qualità della vita. Dal Fischer Weltalmanach risulta che il PNL pro capite nell’anno 2006 in Tunisia era pari a 3200 dollari USA, in Marocco a circa 2200 e in Egitto a soli 1600. A nord del Mediterraneo il quadro è ben diverso: il PNL pro capite nell’anno 2006 in Grecia era pari a circa 25.700 dollari USA, in Spagna a 29.300 e in Italia a 33.500…

Wilhelm Staudacher: SOF invece di SOS: Save our future – Eurafrica

Un futuro di pace significa accettare la regolarità della globalizzazione e riconoscere i vicini forti nello spazio del Mediterraneo e in Africa come partner forti. Senza l’Africa non sarà possibile all’Europa di mantenere la propria sicurezza e il proprio benessere. Perciò è appunto nella globalizzazione che abbiamo bisogno di un “dialogo mondiale“, cioè di un dialogo sul futuro del mondo “uno” e unico. In questo confronto, la religione, l’arte, la cultura e la storia svolgono un ruolo decisivo. Sarebbe insufficiente definire la globalizzazione solo in termini di etica economica e sviluppo tecnologico…

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