"Scappare da una realtà che mi stava stretta"

3

Il fenomeno dell’emigrazione di ragazzi neolaureati, detto anche “fuga dei cervelli” oramai è un concetto ben conosciuto. Nell’interno dell’UE questo riguarda sopratutto i paesi del sud. Tanti qualificati – sopratutto ragazzi dalla Grecia e dalla Spagna  - scelgono come paese destinatario la Germania. Nel primo quarto del 2010, i nuovi arrivati in Germania contavano 435.000 persone, cui 62% provenienti da paesi dell’UE. Anche in Italia la situazione economica stringe tanti giovani di andare all’estero. Noi volevamo sapere quale esperienze hanno fatte, quale sono le loro speranze ed aspettative per il futuro….

Di Alessandro Cozzutto, detto Mimmo, 30 anni

Alessandro (destro) col suo fratello a Cologna

Sono andato via dall’Italia tre volte, e tre volte sono ritornato. La prima volta era per fare un Erasmus, in Spagna, ma in realtà era per scappare da una realtà che ormai mi stava stretta: volevo capire se la felicità era solo questione di luoghi.
La seconda volta era per fare un Leonardo, in Francia, ed era sempre per scappare da una realtà che mi stava stretta: volevo capire se lavorare all’estero era più gratificante. La terza volta era per fare ricerca politologica, negli Stati Uniti. A quel punto stavo sempre scappando, ma solo per finta. Sapevo che sarei tornato.

Come so adesso che scapperò ancora, per tornare sempre a casa: bisogna avere una casa per andare in giro per il mondo.
D’altra parte lo aveva già capito Fernando Pessoa, nel suo diario dell’inquietudine: è solo questione di andare a vedere, rendersi conto che in tutto il mondo ci sono le persone di cui abbiamo bisogno, in nessuna parte del mondo queste persone sono una maggioranza, ogni scelta comporta delle soddisfazioni, ma anche dei sacrifici.

Se non vivessimo in un paese, o in un continente, o in un mondo, in crisi economica e morale, andare all’estero sarebbe un semplice conoscere meglio se stessi: e funzionerebbe eccome. Però ho capito una cosa: senza questa crisi economica e morale, probabilmente non mi sarei sentito “obbligato” ad andarmene, non avrei conosciuto le persone che ho conosciuto, non avrei fatto le esperienza che ho fatto.

Insomma, mi sento quasi di ringraziare i corrotti, i pigri, i ladri che rendono la vita in Italia impossibile da vivere, perché andare all’estero mi ha fatto capire perché non voglio essere come loro.”

Teilen.

Eine Antwort hinterlassen