Anni 1970: Gli gruppi extraparlamentari estremisti di destra , Parte 2

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Negli anni Settanta, i gruppi extraparlamentari estremisti hanno un ruolo importante. Di destra o di sinistra che siano, hanno un comune denominatore: il rifiuto a partecipare alla vita politica e istituzionale e la ricerca di un’azione politica diretta, basata sul coinvolgimento delle masse. Questa settimana, Valentina Faienza, stagista del blog dell’ufficio della Fondazione Adenauer in Italia, ha analizzato i gruppi extraparlamentari di estrema destra. 

Fonte: KAS Roma

Il primo movimento di origine “autonoma”, che non nasce cioè dal distacco da un partito politico, è il Movimento di Azione Rivoluzionaria (MAR), fondato da Carlo Fumagalli e Gaetano Orlando nel 1962, ma attivo in Lombardia soprattutto tra il 1970 e il 1974. In questi anni, il MAR si rende responsabile degli attentati esplosivi contro i tralicci Enel della Valtellina (il cui controllo militare era ritenuto fondamentale in quanto quella zona riforniva di energia elettrica l’intera Italia

Settentrionale) e dell’incendio del deposito copertoni della Pirelli-Bicocca in Via Lanzi, a Milano, nel quale perde la vita l’operaio Gianfranco Carminati. Viene inoltre coinvolto nelle indagini sulla morte del fondatore dei Gruppi di Azione Partigiana, Giangiacomo Feltrinelli, e in quelle collegate al tentato Golpe Borghese e all’organizzazione terroristica denominata Rosa dei Venti. Questi anni, poi, sono gli anni della collaborazione con Ordine Nuovo, Avanguardia Nazionale e soprattutto con le Squadre d’Azione Mussolini (SAM), movimento clandestino di ispirazione neofascista nato nel 1969 e attivo soprattutto in Lombardia, che prende il nome da un’organizzazione formata da reduci del regime e della Repubblica di Salò nel secondo dopoguerra. Tra il 1969 e il 1974 la SAM rivendicherà un’ottantina di attentati (tra cui anche la bomba all’abitazione del procuratore generale di Milano Luigi Bianchi d’Espinosa). Insieme, il MAR e le SAM sono protagonisti di un episodio avvenuto nel maggio del 1974 in una località dell’Appennino (Pian del Rascino). Qui, una pattuglia dei Carabinieri sorprende accampati in una tenda, tre estremisti; uno di questi, Giancarlo Esposti, esponente delle SAM, riesce a sparare ferendo due Carabinieri, ma gli altri militari della pattuglia rispondono al fuoco uccidendolo.

Molto legato al MAR (tanto da esserne considerato il braccio armato) era anche Ordine Nero, associazione segreta neofascista di obiettivi dichiaratamente terroristi resasi infatti responsabile di numerosi attentati a linee ferroviarie, tra cui la bomba sul treno Italicus, che provocò 12 vittime nell’agosto 1974. Ordine Nero è stato oggetto d’inchiesta della Commissione Parlamentare sulle stragi e nel complesso gli fu attribuita la responsabilità di circa 45 attentati.

Un caso particolare è quello di Organizzazione Lotta di Popolo (OLP), gruppo politico eterodosso fondato a Roma nel 1969 che si proponeva di coniugare gli ideali politici dell’estrema destra con quelli dell’estrema sinistra (quello che verrà poi definito nazimaoismo). OLP prendeva infatti a modello quello che era successo l’anno prima a Valle Giulia, quando militanti di estrema destra e estrema sinistra si erano uniti al movimento studentesco negli scontri contro la polizia, e rivendicava continuità rispetto a quell’evento, rilanciando l’unità del popolo italiano contro le istituzioni. È proprio per questa sua “ambiguità” che altri movimenti estremisti, sia di destra che di sinistra, lo avversano, tanto che nel 1973 OLP si scioglie dichiarando di non voler essere prigioniero delle logiche degli opposti estremismi che dominavano quegli anni.

Un approccio simile caratterizza anche Terza Posizione (ex Lotta Studentesca), movimento neofascista attivo tra il 1976 e il 1980 che si definiva un’alternativa al comunismo e alla destra reazionaria (ovvero il MSI), il cui motto recita infatti: “Né fronte rosso, né reazione, lotta armata per la Terza Posizione!”. Punto cardine era un modello di stato di ispirazione neofascista alternativo sia ai modelli capitalisti come quello degli Stati Uniti che a quelli comunisti dell’Unione Sovietica, entrambi definiti “imperialismi”. L’obiettivo era la sovversione dell’ordinamento costituzionale democratico vigente in Italia e infatti Il 14 dicembre 1979, in Via Alessandria, a Roma, l’equipaggio di un’auto civetta della Polizia di Stato nota tre ragazzi che trasportano alcuni scatoloni da un sottoscala ad un’automobile. Dalla perquisizione dello stabile che ne segue sono rinvenuti mitra, pistole, fucili, tritolo e divise da ufficiale della Guardia di finanza e da metronotte. Nel bagagliaio dell’auto vengono anche trovati scatoloni contenenti bombe a mano. Nel settembre del 1980 la magistratura romana ordina un blitz contro Terza Posizione a seguito del quale, dopo 150 perquisizioni, ordina 10 arresti e notifica otto ordini di cattura a persone già in carcere.

“Last but not least”, nel 1977 nascono a Roma i Nuclei Armati Rivoluzionari (NAR), gruppo terroristico d’ispirazione neofascista ritenuto responsabile di 33 omicidi, oltre che della morte di 85 persone cadute nella Strage alla stazione di Bologna, per la quale sono stati condannati come esecutori materiali, con sentenza definitiva, Giuseppe Valerio Fioravanti, Francesca Mambro e Luigi Ciavardini. Questi, insieme a Cristiano Fioravanti, Franco Anselmi ed Alessandro Alibrandi, costituiscono il nucleo fondativo dei NAR, che comunque non sono un’organizzazione stabile e gerarchicamente strutturata, quanto una sorta di sigla aperta messa a disposizione dello spontaneismo armato legato all’estremismo di destra. La sentenza del primo processo contro i Nuclei Armati Rivoluzionari del 2 maggio 1985, infatti, ha condannato un totale di 53 persone per le attività terroristiche del gruppo, di cui sono stati per altro provati i contatti sia con la Banda della Magliana che con funzionari pubblici. Emblematico a proposito è il caso dell’edificio del Ministero della Sanità utilizzato come deposito di armi sia dai NAR che dalla Banda della Magliana che, una volta scoperto, portò all’arresto dei due dipendenti ministeriali Alvaro Pompili e Biagio Alesse.

L’intervista è stata condotta da Valentina Faienza, Stagista KAS Roma

 

 

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